Angelo Buonsanti nato a Taranto il 7 aprile 1915, sin da ragazzo ha espresso l’arte di lavorare come tornitore nell’Arsenale Marittimo della sua città, ma ciò non gli ha impedito di continuare con tenacia e volontà gli studi e coltivare per sua personale disposizione la poesia, la musica e il teatro. Dopo aver appreso dal maestro di piano Angelo Lecito i primi elementi del linguaggio musicale, nel 1930 quale allievo del mandolinista Nicola Etna entrò a far parte come componente del complesso di strumenti a corda che questi dirigeva, curando altresì la stesura di testi letterari del repertorio musicale destinati alla diffusione sotto forma di canzoni Amante dei pattini, il 1932 creò la Società di pattinaggio a rotelle Domenico Mastronuzzi e scrisse i versi e la musica del Canto del pattinatore che divenne l’inno canoro di tutta la sua squadra. Il 1935 la Federazione italiana di pattinaggio lo mandò a Roma. a disputare la Coppa Parioli presieduta da Bruno.Mussolini,gara nazionale di pattinaggio a rotelle su un percorso di 20 Km. dove arrivò nono. Sempre il 1935 divenne collaboratore d’arte varia e drammatica nel Teatro Sperimentale dell’ .O. N..D..di Taranto diretto da Umberto Calderone Il 1936 traendo ispirazione dall’esito di una serenata portata in un portone, come solevasi fare all’epoca, dalla citata orchestrina di cui anch’egli ne faceva parte, scrisse la poesia “Serenata nel portone “ Intanto essendosi nella sua psiche radicato un profondo stato di suggestione determinato dal triste ricordo del rumoroso sbuffare della vaporiera, ossia il treno, che nel 1933 sferragliando sui binari lento s’allontanava portandosi per sempre il grande amore della sua prima giovinezza per la quale aveva scritto la canzone “ Solo a te,“ nel 1938 il ricorrente ricordo gli ispirò la poesia “ La vaporiera “. Nel 1939 partì per l’Africa Orientale e prestò servizio presso la Base Navale di Massaua.Nel 940 con lo scoppio della seconda guerra mondiale prese parte al conflitto col grado di Sottotenente. A causa dell’intensificarsi dei bombardamenti fu ferito e ricoverato prima nell’Ospedale della Base e successivamente presso il convalescenziario di Majabara. L’8 aprile 1941 con la resa della Base alle truppe inglesi, come prigioniero di guerra fu rinchiuso nel campo di concentramento allestito al Forte Baldissera. Riuscì ad evadere rifugiandosi ad Asmara ove insegnò in varie scuole di quella città ancora italiana. Tuttavia non gli fu possibile sottrarsi ad una successiva prigionia nei campi di concentramento d’Egitto e Sudan. Ivi organizzò un complesso musicale e teatrale facendo debuttare, come artisti, anche elementi idonei ad impersonare le parti femminili, sia nella prosa che nel canto. Con grande maestria allestiva spettacoli di varietà e prosa scrivendo scenette e sketck che il citato complesso, dai posticci palcoscenici delle singole gabbie strutturati nel Campo, a lume di lampade a petrolio, a rotazione rappresentava ai circa duecento prigionieri rinchiusi in ognuna di dette gabbie Trasferito con altri prigionieri presso la Base Navale di Massaua divenuta Base inglese, successivamente, in attesa del rimpatrio, fece debuttare in pubblico il Complesso Artistico degli ex prigionieri di guerra nel teatro di Massaua e nei teatri Odeon e Impero di Asmara riscuotendo grande successo riportato dal Quotidiano Eritreo del 1 marzo 1946. A luglio dello stesso anno, a guerra conclusa tornato in Italia riprese servizio presso l’Arsenale Militare di Taranto con la qualifica di impiegato di Concetto. Coadiuvato dall’amico Vincenzo Fischetti costituì l’Associazione Nazionale ex reduci e profughi d’Africa in difesa dei diritti spettanti agli ex prigionieri di guerra rientrati alle Basi Navali di appartenenza. Il 1948, rappresentando la corrente socialista nella Commissione interna dell’Arsenale, con Federico Catapano, che ne assunse la direzione, fondò il giornale di fabbrica “Compiti Nuovi “ di cui egli divenne Redattore Capo. Essendo intestatario dei Permessi di agibilità rilasciati dal Ministero Turismo e Spettacolo per i Complessi Artistici e d’arte varia “Quattro Jolly e C.a.d.a.v..”e iscritto alla SIAE, nel 1953 curò anche la Regia della Rivista “Ora si che son felice” di Mario De Siati presentata dal comico Mario Nobile al cinema Cral Arsenale. Nello stesso anno fu eletto Segretario politico della Sezione G.Matteotti del Partito Socialista Italiano di Taranto. In tale veste non tralasciò la sua vocazione teatrale allestendo spettacoli, con propri lavori, nei Cral aziendali locali e della provincia e nella villa Peripato destinando i proventi a favore di detta Sezione Il 25 gennaio del 1959, il nascente. Corriere del Giorno gli affidò l’incarico di promuovere un movimento di solidarietà per sostenere e divulgare l’opera assistenziale della Croce Rossa locale a favore dei bambini indigenti..Così, con bambini in maschera,realizzò un Veglioncino di solidarietà presieduto dalla Patronesse della Croce Rossa,dal Direttore del Corriere Acquaviva e partecipazione di Autorità e pubblico. Nel contempo riprese e proseguì ad interessarsi intensamente di prosa, musica e teatro collaborando con diverse Case Musicali ottenendo Diplomi e Attestati di Benemerenza. Con Bino Gargano e Franco Etna progettò il teatro Defilè-pubblicitario concretizzatosi col testo musicale “Per voi signore” seguito dalle riviste “Fermi o sparo” “Accidenti ai quattrini” e Donne e criminal Show Nel 1996 ha pubblicato una raccolta di poesie “ Il bivio “ con prefazione di Paolo De Stefano e illustrazioni del pittore Enzo Falcone. Nel 2004 l’Editrice Scorpione ha pubblicato il suo libro di 400 pagine “Cavalcando le Muse “ dalla fanciullezza alla senilità” con la prefazione di Vincenzo Jacovino e illustrazioni di Enzo Falcone Nel 2008 ha scritto la commedia autobiografica musicale in due tempi “La Vaporiera dei ricordi”con prefazione di Mario Tommaso Giaracuni:Nel 2009 la commedia dialettale in due tempi “Le vicende di Rosa Abelà e ‘a Jatta” .